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FVCML0208 10
Link: lettera dal confine PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Dicembre 2010 13:24
Vi scriviamo dall'aeroporto delle nostra città. Ci troviamo al varco delle partenze internazionali, abbiamo in mano una valigia, qualcuno di noi ha anche i cartoni con i propri libri e poco altro.Questa notte decideremo cosa fare. Se restare o partire. Questa notte dormiremo all'aeroporto e decideremo insieme se lasciarvi affondare o affondarvi se decollare o continuare a volare alto, come abbiamo fatto in questi giorni.

Diciamo: “l'ultimo ad uscire spenga la luce”, anche se in questo Paese è già buio pesto. Forse ce ne andiamo, ci stiamo pensando, o forse resteremo, perché non amiamo rassegnarci. In queste splendide giornate di lotta abbiamo riacceso la speranza, abbiamo costretto il Governo a temere noi studentesse e studenti, abbiamo costretto l'opposizione a svolgere il proprio ruolo senza ambiguità, abbiamo riempito le pagine dei giornali, abbiamo bloccato le strade, affollato le piazze, bloccato i binari, occupato i monumenti. La nostra è l'irruzione della politica e delle idee nei luoghi del potere che sanno di muffa ed interessi. Abbiamo fatto sperare l'Italia, abbiamo fatto tremare il governo.

 La nostra generazione non è caratterizzata da un numero, un anno o un decennio, ma dalla cifra della precarietà, unica variabile certa che ci unisce. Combattiamo i “ladri di futuro” uomini del passato che occupano il presente, che vivono il loro panciuto benessere sulle nostre spalle sempre più fragili, garantiti dall'ipoteca posta sul nostro futuro, a nostra insaputa.Vogliamo potere scegliere delle nostre vite, ma non vogliamo limitarci a liberare il futuro dai suoi sequestratori. Rifiutiamo il futuro che la vostra generazione ha costruito per noi, vogliamo abbatterlo e ricostruirlo, costruire un mondo nuovo, tutto da inventare.

 Oggi dichiariamo al Governo: questo Paese è troppo piccolo per entrambi.  O noi o voi.Noi ed il  sogno  di cambiare tutto, la nostra dea concreta di scuole e università pubbliche, di qualità, aperte a tutte e tutti, l'obiettivo di abolire la precarietà, di cambiare il modello di sviluppo a partire da questa Italia. Voi e l'arroganza idiota, la vostra ostinazione nel rimanere sui vostri scranni, la vostra ingordigia nell'accumulare profitti, il vostro disprezzo per la cultura.

 Se volete affossare i nostri cervelli noi non vogliamo spegnerci. Abbiamo dinanzi due alternative: staccare la spina all'Italia e partire, andarcene, lasciandola morire lentamente mentre invecchia, oppure continuare a lottare per cambiarla. 

 Sappiamo che fuggire è semplice, basta salire su un aereo e non voltarsi a guardare. Sappiamo che è giusto restare, mettere in fuga voi, il vostro Governo, e costruire una concreta alternativa alla fuga.

 Noi stessi, noi studentesse e studenti, siamo l'alternativa alla fuga.

 Per cambiare basta scegliere. Oggi.