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Struttura della tesi PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Maggio 2009 15:26

[ in costruzione ]

Di seguito troverete alcune indicazioni pratiche e sintetiche per l'esposizione di lavori scientifici soprattutto in campo linguistico. La struttura classica dei testi scientifici è piuttosto standard. Non è certamente l'unico modo di presentare una tesi, ma è un modo efficace, cauto e lineare per fare emergere le diverse tappe del proprio lavoro.

SOMMARIO

[ Argomento e tappe del lavoro ]
[ Introduzione ]
[ Lo sfondo teorico ]
[ La letteratura sull'argomento ]
[ La metodologia ]
[ Analisi dei risultati ]
[ Conclusioni ]
[ Altri links ]

Argomento e tappe del lavoro

 

ARGOMENTO. L'argomento del vostro testo, sia esso una tesi di laurea (triennale o quadriennale) o di dottorato oppure un articolo o saggio scientifico per una rivista o per un volume, va scelto accuratamento. E' necessario tenere presente che non sempre l'argomento che vi appassiona e vi incuriosisce di più costituisce la migliore scelta. E' sempre bene trovare un argomento in modo autonomo piuttosto che farvelo assegnare di ufficio dal relatore, tuttavia in alcuni casi l'argomento per il quale avete maggiore trasporto risulta essere troppo "caldo" per una trattazione scientifica appropriata.

Più alto è il livello dell'uditorio, più circoscritto deve essere l'argomento. Maggiori sono le vostre competenze, più facilmente sarete capaci di rendervi conto di quanto sia necessario scegliere un argomento quanto possibile ristretto, per essere in grado di coprirne tutti gli aspetti in maniera accurata, completa e competente. Non si fa miglior figura a trattare un argomento esteso e ambizioso male o così così, che a trattare in maniera cauta e dignitosa un argomento circoscritto. Le stesse considerazioni riguardano la scelta degli argomenti di ricerca a ogni livello, anche ai più alti. Se vi vengono spontaneamente temi come "la metafora", "linguaggio e pensiero", "lo stile di Manzoni", oppure "la tragedia greca", allora forse occorre ridimensionare le ambizioni e farvi consigliare dal relatore.

TAPPE DEL LAVORO. Appena vi siete fatti un'idea sull'argomento conviene provare a fare una piccola prova provvisoria di Indice, oppure in maniera schematica fornire una serie di punti generali importanti da trattare e organizzabili in un albero gerarchico (Outline).

E' utile quindi preparare:

1. Outline delle idee
Preparare un'outline o schema del lavoro è indispensabile. Serve per ipotizzare una stuttura del lavoro, a distinguere le diverse idee e raggrupparle per somiglianza e differenza. La cosa peggiore è iniziare a scrivere subito, senza aver messo su carta un primo schema. L'outline sarà nel corso dell'elaborazione rivista, modificata, anche radicalmente: è dunque un prodotto flessibile, non deve dunque vincolarvi in corso d'opera.

2. Svolgimento sintetico dei punti dell'outline
E' anche utile provare a svolgere le proprie intuizioni relative alle idee, all'inizio del lavoro. Scriverle in files separati da quelli che conterranno la stesura della tesi. Successivamente, quando si sarà letto il materiale bibliografico più rilevante, si riprenderanno quegli appunti e si vedranno analogie e differenze con le posizioni più autorevoli e si riformuleranno e modificheranno le posizioni troppo ingenue.

3. Mappa concettuale
La mappa concettuale può essere un'alternativa spaziale all'outline, ma può anche costituire, per ogni sezione, capitolo o paragrafo della tesi, uno schema visivo delle diverse argomentazioni, delle evidenze e delle osservazioni.

LUNGHEZZA DELLA TESI. Parlare della lunghezza è sempre molto delicato. Non ha senso parlare di quanto "deve" essere lunga una tesi, ha più senso dire invece quanto "in genere" è lunga una tesi. In linea di massima, per le discipline umanistiche, una tesi triennale è lunga circa 60-70 pagine (secondo l'impaginazione suggerita nel documento Norme per la redazione di tesi e tesine), una tesi quadriennale 110-130 pagine, una tesi di dottorato circa 170 e oltre. Questo non vuol dire assolutamente che più è lunga una tesi, meglio è fatta. Anzi, in genere, le tesi lunghe perdono mordente e spesso non risultano omogenee o sono dispersive e ripetitive. E' necessario essere chiari e sintetici, meglio dunque una parola di meno che una in più.

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Introduzione

L'introduzione è l'ultima parte da scrivere. Può essere concepita come un piccolo riassunto (o abstract) di carattere espositivo. L'introduzione deve contenere un esplicito riferimento al problema trattato: perché è importante? quali sono gli approcci adottati finora per trattarlo? in cosa si differenzia il vostro lavoro?

L'introduzione deve essere semplice e chiara, deve entrare nell'argomento e deve avere un filo logico. Bisogna tenere presente che i lettori del vostro lavoro potrebbero leggere anche solo l'introduzione e le conclusioni, che sono dunque le parti cruciali della ricerca.

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Lo sfondo teorico

Uno dei capitoli centrali della tesi (o paragrafo dell'articolo) deve essere dedicato all'inquadramento teorico del problema nella vostra disciplina (e.g. la linguistica). Quali sono i settori della linguistica che si occupano di questo problema? Quali gli approcci teorici generali? Quale sarà il vostro approccio teorico al problema?

Questa sezione deve essere aperta ai temi più rilevanti della riflessione linguistica, senza però essere un capitolo sull'importanza dellal inguistica nel mondo. Come tutta la tesi, anche questa sezione deve essere ritagliata con attenzione e centrata sull'argomento specifico che avete scelto (ci si augura il più circoscritto e modesto possibile). Rispetto al capitolo successivo, questo serve a contestualizzare i temi specifici della ricerca in un ambito più ampio, che può contenere considerazioni sia sul paradigma scientifico nel quale è inserita la ricerca, sia considerazioni sul dominio in cui è inserito il problema da voi scelto come oggetto di discussione.

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La letteratura sull'argomento

Un capitolo immancabile di una tesi, qualunque ne sia il taglio, specialmente di tipo linguistico, deve contenere una panoramica critica della letteratura scientifica sull'argomento della tesi. Per reperire i materiali occorre operare una ricerca accurata e attenta (vedi Ricerche bibliografiche per tesi di area linguistica) e leggere in tutte le loro parti i volumi e gli articoli rilevanti. E' utile compilare, almeno per i testi più rilevanti, una scheda di lettura.

Una scheda di lettura (cfr. modello di Word per la scheda di lettura, nella sezione Modelli di Word per il lavoro di tesi) deve contenere:

1) i dati bibliografici completi,

2) un breve riassunto commentato (ricordarsi di separare il commento vostro dalle parafrasi del testo)

3) le citazioni più rilevanti che potreste voler inserire nel testo della tesi.

4) Può essere utile anche aggiungere in calce una serie di parole chiave per riconoscere a occhio gli argomenti rilevanti del saggio.

A volte, il relatore della vostra tesi potrebbe chiedervi di portargli anche le schede di lettura, non solo il testo della tesi, oppure potrebbe chiedere di costruire una bibliografia ragionata delle vostre letture, che includerà anche una sintesi della scheda di lettura, e che organizza i testi letti per argomento o per posizione.

Questo capitolo (che può anche essere anche una parte della tesi suddivisa in due o tre capitoli a seconda della quantità e tipologia dei materiali bibliografici sull'argomento) deve essere organizzato in modo da rispecchiare criticamente le diverse posizioni sull'argomento che affrontate. Deve contenere una panoramica del fenomeno analizzato illustrato usando i paradigmi interpretativi della letteratura scientifica. Non deve essere una sequenza di schede di lettura, ma una rielaborazione intelligente delle diverse cose che si sono lette. E' una parte importantissima della tesi. Serve a dimostrare capacità interpretativa e organizzativa ed è il presupposto per una buona impostazione dell'eventuale lavoro applicativo originale della tesi.

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Altri link

Sito di Hubert Truckenbrodt, Writing papers in linguistics. Norme per la redazione di lavori di linguistica generale.

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