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giovedì, novembre 06, 2008

A che età si sviluppa la sensibilità musicale?

Leggo un articolo molto interessante sui meccanismi di apprendimento musicale. Si tratta della rassegna di L. J. Trainor. (2005). "Are there critical periods for musical development?" Developmental Psychobiology 46(3): 262-278.

Il tema centrale della rassegna è la percezione delle altezze e dei toni nelle loro diverse funzioni e manifestazioni in adulti e bambini. Vi si discute in particolar modo l'interrelazione tra fattori genetici e fattori di esposizione in età precoce. Dato che spesso si discute di questi temi in maniera salottiera e senza dati sperimentali alla mano, propongo una sintesi dei risultati principali presentati nel saggio.Riassumo alcuni spunti salienti:

a) Vi sono differenze volumetriche salienti nella corteccia uditiva di musicisti e non musicisti (Schneider et al., 2002) anche ad esempio, e su questo ritornerei, nell'area di Broca, che i linguisti conoscono come la prima area cerebrale associata a facoltà di produzione linguistica (Sluming et al., 2002). In particolare per quanto riguarda l'area di Broca, nel tempo, e con la vecchiaia si riscontra nei musicisti la tendenza a non subire riduzioni volumetriche di quell'area, normalmente verificantesi in adulti non musicisti.

b) Si osserva una certa plasticità cerebrale all'apprendimento musicale anche in adulti sottoposti a training musicale (abbiamo tutti qualche speranza!).

c) La questione dell'orecchio assoluto: i possessori di orecchio assoluto sono tra 1 e 5 su 10.000 soggetti (Bachem, 1955; Brown et al., 2003). Considerata inizialemente una facoltà vantaggiosa per il musicista, tale caratteristica è invece oggi spesso considerata un impedimento. Chi possiede l'orecchio assoluto ha numerose differenze a livello cerebrale da chi invece ha l'orecchio relativo. L'orecchio assoluto, se si apprende, e su questo c'è molta discussione, si apprende molto preso, certamente prima dei 6 anni. E' quasi impossibile insegnare a distinguere i toni in modo assoluto e non relativo ad adulti.

d) Orecchio assoluto e autismo: l'incidenza dell'orecchio assoluto è molto alta nelle sindromi autistiche, tanto da far pensare che vi sia una componente genetica (Hermelin, & Pring, 1998) ed è più facile insegnare a distinguere i toni assoluti a bambini autistici che a non autistici. Anche persone non affette da autismo che hanno l'orecchio assoluto condividono caratteristiche tipiche dell'autismo ["The idea of a genetic origin also is strengthened by the finding that musicians with absolute pitch who do not have autism nonetheless show a greater incidence of perceptual, language, and personality characteristics associated with autism (Brown et al., 2003)", p. 268].

e) La percezione e discriminazione di assonanze e dissonanze è precoce (prima dei sei mesi di vita) (Trainor & Heinmiller, 1998; Zentner & Kagan, 1998); nei primi anni di vita si sviluppa la sensibilità alla struttura delle scale; mentre dai 6-7 anni si sviluppa la sensibilità armonica (Costa-Giomi, 2003).

f) L'abilità musicale è capacità innata o esperienza?["An analysis of skills in children and adults has led some to question the existence of innate talent at all, and to attribute musical success solely to experiential factors (Howe, Davidson, & Sloboda, 1998), but most argue for a genetic contribution (e.g., Baltes, 1998; Baron-Cohen, 1998; Detterman, Gabriel, & Ruthsatz, 1998; Feldman & Katzir, 1998; Oerter, 2003; Sternberg, 1998; Trehub & Schellenberg, 1998; Winner, 1998)", p. 274 ]

Dal punto di vista linguistico non può che sollecitarmi la concomitanza di facoltà musicali e linguistiche condivise dall'area di Broca. La cosa che sorprende maggiormente è che l'area di Broca è solitamente associata ad abilità produttive e non ricettive (se non leggere difficoltà nella comprensione di frasi sintatticamente complesse), come si evince anche dall'osservazione delle patologie del linguaggio associate a lesioni in quest'area (afasie di Broca, agrammatismo). In particolare mi sarei aspettata una maggiore correlazione con l'area di Wernike che invece interessa largamente la comprensione, ma soprattutto con l'attività dell'emisfero destro e con le sue "competenze" in campo prosodico e di intonazione. vrei inoltre desiderato qualche riferimento alle facoltà imitative e al ruolo ad esempio dei neuroni specchio. Ma su questo non sono riferite nella rassegna indagini di sorta.

Molti spunti di riflessione insomma. Da approfondire.

Un saluto,

Isabella Chiari


Riferimento bibliografico: L. J. Trainor. (2005). "Are there critical periods for musical development?" Developmental Psychobiology 46(3): 262-278.

A critical period can be defined as a developmental window during which specific experience has a greater effect than at other times. Musical behavior involves many skills, including the basic encoding of pitch and time information, understanding scale and harmonic structure, performance, interpretation, and composition. We review studies of genetics, behavior, and brain structure and function in conjunction with the experiences of auditory deprivation and musical enrichment, and conclude that there is more supporting evidence for critical periods for basic than for more complex aspects of musical pitch acquisition. Much remains unknown about the mechanisms of interaction between genetic and experiential factors that create critical periods, but it is clear that there are multiple pathways for achieving musical expertise. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. Dev Psychobiol 46: 262-278, 2005.

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