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giovedì, ottobre 23, 2008

La Gelmini sotto l'egìda della scuola

Non ci si stupisce più. Oggi la ministra Gelmini se ne esce con l'egìda, al posto dell'ègida. Attento a chi le scrive i discorsi perché occorre che scelga parole del vocabolario di base, conosciute da chi ha fatto le scuole elementari.

La parola ègida è solo appartenente al "vocabolario comune, ossia a quella parte del lessico che possiamo capire indipendentemente dalla professione o dal mestiere che esercitiamo e che sono generalmente nota a chiunque abbia un livello mediosuperiore di istruzione"

A beneficio della ministra le riporto la voce del Gradit (che è un dizionario, in caso non lo sapesse, compilato da un suo illustre predecessore):

egida /'EdZida/ (e•gi•da) s.f. (CO)
[av. 1492; dal lat. aegida, dal gr. aigís, dim. di aíks, aigós "capra"]
1 (TS) mitol. scudo di Zeus, ricoperto di pelle di capra e ornato con la testa della Gorgone; corazza di Atena
2 (CO) [1796–97] fig., protezione, difesa: porsi sotto l'e. della legge
COMPOSTI: egidarmato
SINONIMI: difesa (2), salvaguardia (2)

Mi sorge un sospetto, ma non avrà barato anche alla licenza media?

Non bastano mica gli occhialini a creare la competenza, né il capello corto (Carfagna docet): ci vorrebbe un bel corso di italiano in una classe ponte speciale per gli immigrati (da Leno a Reggio Calabria).

Studenti e colleghi, domani venerdì 24 ottobre, alla Sapienza mobilitazione e discussioni sulla legge 133.

Buona riflessione a tutti,
Isabella Chiari

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