La divulgazione della divulgazione
Capita in vacanza di trovarsi in luoghi sprovvisti di libreria. Le edicole forniscono scelte limitate che costringono il cliente ad aquisti meno accurati e spesso dovuti alla disperazione. Oltre a un cestino di gialli, mi ritrovo il volume "I nuovi magellani nell'era digitale" di Rita Levi Montalcini e Giuseppina Tripodi (Rizzoli, euro 16,00). Cosa ci si aspetta da una illustre scienziata, osservatrice, con microscopio, del mondo, degli umani e dei loro costumi? Come minimo ci si aspetta che dica qualcosa di diverso da quello che direbbe la signora dell'edicola stessa...Invece...
[1] "Grazie al progresso tecnologico, la comunicazione ha superato le barriere spazio-temporali diventando universale" (60)
[2] "la centralità dell'informatica e dei suoi linguaggi comporta una nuova dimensione epistemologica, perché il modo di pensare si modifica" (60)
[3] "l'odierna diffusione di informazioni in tempo reale a livello globale, il rapporto tra singoli individui e tra questi e milioni di altri individuo è stato radicalmente trasformato" (65)
[4] "questa forma di globalizzazione, tuttavia, emargina i Paesi dell'emisfero Sud del pianeta, che non dispongono della tecnologia adeguata..." (67)
[5] "il divario tra i Paesi del Nord e quelli del Sud si è esteso ed è diventato più profondo" (70)
[6] E ancora occorre citare per affermare che: "la crescita tecnologica correlata al sapere umanistico è quanto mai auspicabile, come ha riconosciuto Marcello Veneziani: <E' questa la chiave del futuro>" (75)
[7] e la realtà virtuale? "oltre a influire negativamente sulle innate proprietà fisiologiche, l'uso eccessivo incide in modo grave sulla capacità di discernere il vero dal falso, il lecito dall'illecito, e di distinguere gli obiettivi che meritano di essere perseguiti da quelli che non lo meritano" (82).
[8] "In questi ultimi anni lo sviluppo capitalistico e delle nuove tecnologie dell'informazione ha indotto cambiamenti nel modo di vivere e di comportarsi a livello planetario" (92)
[9] "le tappe del percorso femminile hanno messo in evidenza le difficoltà e le lotte estenuanti contro una società ostile" (103)
[10] "è oggi possibile utilizzare un numero esponenziale di informazioni e conoscenze mediante il linguaggio universale usato nelle tecnologie informatiche" (117)
[11] e dulcis in fundo "Il linguaggio informatico fornisce la possibilità di usufruire di un sistema sociale democratico a livello planetario" (117)
Ora, non capisco bene a chi il libro sia indirizzato. Vi è un maxi riassunto semplice, confuso e acritico dell'evoluzione delle nuove tecnologie, un altrettanto sintetico accenno alla lingua, alle sperequazioni tra paesi ricchi e poveri, alla situazione delle donne...
L'accenno al linguaggio risulta complessivamente incomprensibile. Il linguaggio umano sarebbe caratterizzato, per la Montalcini, dalla "prerogativa di essere impostato sul riconoscimento di determinate regole: la sintassi e la semantica" (53). A un certo punto si parla di "linguaggio artificiale e si dice: "Questo, a differenza di quello comune tra gli esseri umani, non è istintivo" (56). Il linguaggio è istintivo? Interessante e attuale il dibattito sul ruolo nell'evoluzione delle componenti apprese, solo accennato, come peraltro tutto il resto. Chi vuol intendere intenda...ma chi intende lo sa già...
Insomma, trattasi non di divulgazione, ma di divulgazione della divulgazione. Volontariamente le autrici non entrano nel merito tecnico delle questioni (per questo rimandano a saggi di esperti...), ma ciò che dicono si ferma a un livello di mera enunciazione, peraltro caratterizzata da un atteggiamento di fondo di tipo un po'superficialmente ottimistico, senza alcuna osservazione sui reali usi che delle tecnologie e dei "linguaggi" (tutto è linguaggio in questo volume) nei Paesi in cui queste sono disponibili. Tutti i luoghi comuni su comunicazione e tecnologia sono ampiamente rappresentati, in scrittura chiara e semplice.
Chi non conosce le tecnologie ne avrà un'immagine che ne esalta gli stereotipi (e qualche vaga informazione storica, poco documentata e incomprensibile nelle implicazioni). Chi lavora e usa quotidianamente le nuove forme di comunicazione e le tecnologie ne rimane fortemente deluso.
ICh

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